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Internet: Ieri, oggi e domani. Tu come lo vedi il futuro?

La luce in fondo al tunnelDa quando internet è diventato un mezzo accessibile a tutti, molte novità hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere, le nostre abitudini, il nostro modo di comunicare.

Ecco una serie di cose che abbiamo perso e trovato negli ultimi anni. Cose che non ci si immaginava minimamente, e che hanno migliorato e peggiorato alcuni aspetti della nostra vita.

Anni fà tra amici ci si “citofonava”, che ai tempi della mia infanzia era il mezzo più “social” a disposizione.
Oggi dai un’occhiata a Messenger, Facebook, “trilli” l’amico e lo fai venire a casa per un caffè, o più freddamente gli offri un caffè virtuale con le antipatiche applicazioni dei social.

Anni fà aprivi il libro del telefono, sfogliavi la tua 50ina di pagine e trovavi il numero di telefono o l’indirizzo che stavi cercando.
Oggi BigG sfoglia la rete per te, e in un nanosecondo ti da 50’000 risultati. Bene, hai trovato 5000 pagine contenenti quello che cercavi.

Anni fà le foto le scattavi a blocchi di 24 foto a rullino, qualche giorno di pazienza e potevi vederle su carta. C’era sempre quel dito davanti l’obiettivo (successo spessissimo, colpa delle manone..)
Oggi la scatti, la guardi solo sul cellulare o sulla fotocamera digitale, per poi condividerla in un social network, o farla stampare solo se è strettamente necessario.

Anni fà avevi i crampi ai gomiti quando scrivevi una lettera, spesso sbagliando e dovendo reiniziare daccapo. Piegavi quasi sempre storta la lettera, incastrandola nella busta che andavi a leccare e chiudere, per poi leccarci sopra un francobollo, e portare il tutto alla bucalettere più vicina. (quasi un peccato, dopo tutto sto lavoro meritava di essere incorniciata)
Oggi digiti e invii. Spesso sei ancora costretto a stampare e imbustare. Almeno ci si risparmia di leccare buste e francobolli, la colla ti è venuta in soccorso.

Anni fà passavi davanti al panettiere e sentivi l’odore delle brioche appena sfornate.
Oggi aspetti che il panettiere “cinghuetti” su twitter che ha appena sfornato le brioche ripiene di marmellata.

Anni fà a scrivere articoli erano persone colte, studiate, giornalisti.
Oggi io scrivo un’articolo, e so che qualcuno ha letto fino a qui… (Spero che continui! Non mollare! )

Di esempi se ne possono fare a migliaia.

Tante sono le cose che abbiamo perso, quante quelle che abbiamo trovato.
Ogni giorno si perde e si trova qualcosa di nuovo.

Come immaginiamo la nostra vita tra 10 anni?

Se pensiamo a 10 anni fà, cosa ci avrebbe sconvolto della nostra vita oggi?

Già gli esempi di cui  sopra, ad averli immaginati un tempo ci avrebbero lasciato di stucco secondo me.

Provo a fare una proiezione di come secondo me saranno modificate le nostre abitudini tra qualche anno.

Domani non andremo più a comprare al negozio, faremo la spesa al pc, vedendo l’articolo che stiamo comprando in 3D. Un’anteprime in grandezza reale afferrabile e maneggevole ci convincerà dell’acquisto, con un bel e-venditore che ti spiega i perchè di questa spesa. Una volta convinti comanderemo la merce, che ci verrà recapitata entro qualche ora.

Domani le auto non saranno più guidate da persone, ma da computer dotati di GPS precisi al millimetro. Niente incidenti, niente morti sulle strade.

Domani i social network non saranno più solo svago, ma carte di identità ufficiali.

Domani la nostra salute sarà monitorata costantemente da un chip inserito alla nascita, che invierà dati ad un server nazionale che gestisce i dati vitali di tutta la popolazione. Stai male? Un medico ti contatterà tramite la tua carta di identità e ti farà una visita in linea.

Domani alla TV sarai tu il protagonista. Un semplice collegamento al tuo account “scheda d’identità” modellerà voci, visi e corporatura degli attori.

Domani sarai cittadino del mondo, abiterai ad un IP. Le nazioni? Solo un’estensione di un dominio che sa di antiquato.

Domani tuo figlio in cameretta sarà ad una lezione, tu nella stanza accanto starai bloggando col pensiero, senza l’ingombrante tastiera (le stò già dicendo addio :P), tua moglie spiegherà alla cucina digitale quali menù preparare e a che orari.

Domani i soldi contanti li guarderemo al museo, pagando il biglietto di entrata al museo con uno sguardo ad uno scanner che come un battito di palpebre scalerà dal conto i soldi.

Domani, domani, domani…

Quanti domani potremmo scrivere? Parecchi, ognuno ha una sua proiezione su quello che sarà il futuro. Sicuramente i miei “Domani” sono dettati da quello che mi farebbe comodo fosse realizzato, quindi i “Domani” di ogni persona sono completamente diversi.

Ma con questo articolo dove voglio arrivare?
Non ho voluto solo raccogliere un’elenco di passato, presente e futuro.

Voglio stimolare un po’ la tua mente.

Voglio farti presente che prima di tutto queste rivoluzioni sono nate da un’idea. Sono nate da persone che come me e te, che immaginando un futuro bizzarro, hanno provato a renderlo realtà. Spesso ci sono riusciti, spesso hanno realizzato altro da quello che avevano in mente, spesso hanno scoperto qualcosa di migliore.

Penso che la maggior parte dei “Domani” che puoi immaginare è realizzabile. Non riusciamo ad immaginare qualcosa che si distacchi troppo da quello che già c’è e che potrebbe essere inventato con i mezzi a disposizione oggi.

Crea un tuo Domani, o un tuo Anni fà, o un tuo Oggi nei commenti! Vediamo cosa salta fuori!

27 febbraio 2010

Internet

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1 Risposta per “Internet: Ieri, oggi e domani. Tu come lo vedi il futuro?”

  1. smag scrive:

    un "anni fà" in raltà non riesco a raccontarlo avendo solo 16 anni, ma un futuro più o meno me lo posso immaginare.

    Prima d'ora non avevo mai provato a immaginare un futuro della tecnologia ora però farò un piccolo sforzo. Ciò che vedo nell'avvenire non è qualcosa di ottimistico, o almeno non penso che tutto lo sarà. Vedo un domani, in cui c'è il rischio che noi o i nostri figli siano governati e appunto come dici tu, monitorati con dei microcheap inpiantati dalla nascita, il che non la trovo una cosa positiva. Già in data odierna veniamo influenzati, volenti o nolenti, dalla TV, dai giornali e già su questo ci sarebbe molto da discutere. C'è chi in Internet ha trovato un modo per esprimere il proprio pensiero e alcuni hanno costruito anche dei blog di grande successo, peccato però che Internet abbia successo sopratutto per "merito" (o per colpa) dei Social Network e che non venga data molta importanza ai contenuti che produce la gente. In fin dei conti chi legge il contenuto degli altri sono sempe i blogger che a loro volta vogliono che il loro contenuto venga letto. Non è strano infatti che i blog più letti siano quelli riguardanti il SEO, il webmarketing, la web usability e via dicendo. Per quanto riguarda la libertà di pensiero e di espressione comunque non ci vedo (sarà che sono pessimista) un gran miglioramento. Forse uno, che è il Microblogging. Ma non mi piace come forma di espressione, perciò la considero più che altro una regressione.

    Secondo me il futuro non dobbiamo immaginarlo per forza come un miglioramento del presente. Una riccaduta della società o della "civiltà" (se cosi possiamo chiamarla) può accadere. Per esempio per colpa di una guerra, di un meteorite (probabilità molto bassa), Tsunami, terremoti, qualsiasi catastrofe naturale, dittatura tecnologica (porbabilità che mi spaventa assai). Il fatto che potremo fare tutto da casa è sia un aspetto positivo, ma anche negativo. L'aspetto positivo riguarda di certo la commodità, ma c'è il rischio che si dimentichi la sensazione dell'aria fresca in primavera, il caldo dell'estate (chi vorebbe farsi il bagno in un mare virtuale e immaginario?) le passeggiate al parco, nel bosco, in montagna. Non mi direte poi che dovrò bacciare le ragazze virtuali. Potrà far sorridere, ma come oggi esistono le bambole gonfiabili, un giorno (sfortunatamente) potranno esistere le sexy chica in 3D.

    Poi secondo me, prima di pensare al futuro in questi termini, bisognerebbe prima pensare a un miglior benessere in tutto il mondo. Niente più malattie, guerre, bambini in guerra e tante altre vergogne del mondo Occidentale (nel senso che la colpa ricade sugli occidentali).

    Questo è solo un piccolo pensiero un pò pessimista. Grazie per l'articolo è stato un ottimo spunto di riflessione.

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