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In Risposta a: Ha ancora senso andare all’università?

studiare per una laura inutileQuesto articolo è in realtà un commento che ho scritto su di un’articolo di MarketingArena dal titolo “Ha ancora senso andare all’università?“.

La scrittura del commento si è dilungata, quindi ho deciso di creare un’articolo del mio pensiero, che spero possa illuminare o interessare chi lo legge.

Vengo da una realtà diversa da qualla italiana, ma comunque piuttosto confinante (abito in Svizzera).
Giovani che dopo l’università si aspettano di trovare il lavoro grazie alla laurea, ma si vedono sorpassare da persone meno qualificate (in termini di diplomi) ma più volenterose e umili.
Il lavoro non manca, di lavoro ce n’è sempre. Ogni situazione economica di una nazione porta a nuovi posti di lavoro specifici per tale situazione.

La crisi, quella poveraccia a cui si dà la colpa, non centra molto secondo me.

È il target di lavoro che si è alzato, in luoghi dove non c’è possibilità di trovare lavoro nel target che ci si aspetta.

Quanti stranieri fanno lavori umilissimi e sottopagati? In un cantiere qui in svizzera le lingue più parlate sono:
spagnolo, portoghese, croato, macedone, ecc.

C’è un boom nell’edilizia che fà paura (parlo della svizzera, ma anche in italia non si scherza), e i pochi che ci lavorano sono persone non laureate e di lingua madre diversa. Rarissimo trovare giovani di lingua italiana.

Perchè?
Perchè non si ha voglia di lavorare, perchè ci si aspetta di uscire con un diploma e una scrivania con PC e cazzeggio a palla.

Chi ha abiuato tutta la generazione dai 20 ai 40 anni a questa visione del lavoro?
Principalmente i media, che ci mostrano stili di vita di persone che hanno avuto fortuna, e che “sfottono” la classe di lavoratori (la maggioranza) che ancora sudano il salario in lavori dove ci si sporcano le mani.

Tanti durante la laurea fanno lavoretti per mantenersi gli studi, ma dovrebbero rendersi conto delle reali offerte di lavoro, che non si allontanano di molto da quello che fanno per pagarsi gli studi.

Bisognerebbe analizzare meglio la società e i suoi reali bisogni prima di intraprendere una strada, ma tantè che tanti fanno gli studi per lavori inesistenti, e si ritrovano senza un’impiego non perchè c’è crici, ma perchè il lavoro offerto è completamente diverso da quello imparato (che poi per imparare un lavoro bisogna farlo, quello che insegnano in certe scuole è lontano anni luce dalla realtà).

Io ho studiato vendita e tecniche di vendita, e mi trovo a fare l’autista (per mia scelta, è un lavoro che mi piace molto).
Spesso la gente chiede:

“ma perchè fai l’autista, non hai avuto altre opportunità?”

Questo è il genere di persone che rovina i giovani, portandoli ad aspirare a lavori rari da trovare, e accompagnandoli in una vita di insoddisfazione e in continua ricerca di qualcosa di meglio.

Non è un male, ma si insegnasse ai ragazzi che anche l’idraulico, lo spazzacamino, il muratore, il cameriere, lo spazzino, l’autista, il panettiere, il salumiere, l’impiegato in un negozio, ecc, sono lavori utilissimi e che possono piacere, sicuramente si avrebbe meno malcontento e più giovani occupati, e magari meno immigrazione.

21 giugno 2010

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3 Risposte per “In Risposta a: Ha ancora senso andare all’università?”

  1. addalo.it scrive:

    In risposta a: Ha ancora senso andare all’università?…

    I giovani laureati aspirano a lavori rari o inesistenti. Chi li ha portati a studiare lavori senza offerte e perchè si ha tanto schifo a sporcarsi le mani con lavori umili?…

  2. Antoleo scrive:

    Ho 46 anni e non ho una laurea. Ho iniziato a lavorare nel 1986 subito dopo aver fatto militare: Grazie al voto finale del diploma 60/60 (perito elettronico) non sono stato un giorno fermo a casa a far niente. Quello che ho notato in tutti questi anni è stato un lento declino della preparazione della gente: per sapere quello che 25 anni fa conosceva un perito elettronico oggi è necessaria una laurea in ingegneria elettronica. Il problema è che lentamente la scuola secondaria è diventata un parcheggio ed è necessario a tutti i costi a questo punto proseguire con gli studi universitari.
    Fermarsi oggi al diploma vuol dire essere disoccupati. Bisogna recuperare e rivalutare la scuola secondaria, recuperare le scuole professionali.
    Obiettivamente se sono "costretto a studiare" fino alla laurea non dovrei aver diritto (anche se la parola diritto non mi piace perchè a questo mondo niente è dovuto) ad un lavoro qualificante?

  3. Enea scrive:

    Concordo con te Antoleo.
    Le scuole professionali sono la via penso. Più specifiche sul lavoro che si desidera intraprendere. Si arriva anche prima al lavoro, senza passare per anni di studio ed arrivare a 30 anni senza aver fatto il primo giorno di lavoro.

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